Nella
interessantissima serata di Venerdì sono emersi i lati deboli del progetto
tangenzialina. Un incontro che ha fatto luce su alcuni punti nodali, ma che
mi consente di maturare alcune riflessioni.
1) Ancora una volta sono state associazioni, privati cittadini ad
assumersi la responsabilità di mostrare alla cittadinanza quali sono i
progetti della giunta relativi al tema più delicato del nostro tempo, la
viabilità ed il rapporto con l'ambiente circostante;
2) Cittadinanza certo, ma quanti erano
realmente i semplici cittadini gerenzanesi, quanti non rappresentavano
questo o quel partito politico, questa o quella associazione? Al cittadino
gerenzanese non interessa quel che accade fuori dal proprio uscio, e lo
dimostrano anche le recenti dimissioni di Silvano Conti come presidente
della biblioteca che, nel bene o nel male, si è prodigato per organizzare
iniziative al fine di raccogliere più gente possibile e incentivare una più
viva partecipazione;
3) Riprendendo il mio intervento sulla diversa
reazione ad una possibile nuova strada, volevo sottolineare come a Cesate
e Garbagnate, paesi amministrati dal centrosinistra (a Cesate
addirittura da un Verde), la realizzazione della tangenzialina è stata
accolta con favore, forse anche con eccessivo trionfalismo, ma tuttavia
con una posizione diametralmente opposta a quella degli ambientalisti del
saronnese nei confronti di tangenziali in progettazione. Tutto questo
motivato con una argomentazione che funziona: snellire il traffico nel
centro abitato.
4) Affrontando il tema tangenzialina con un'analisi costi-benefici giova
davvero questa strada? Quanto traffico verrà portato fuori dal centro
anche a fronte dell'aumento degli abitanti nell'area De Angeli cui, per le
persone dirette a Origgio e Uboldo, conviene ancora attraversare via XX
Settembre e via Fagnani? E allora forse sarebbe più sensato non consentire
il passaggio in centro? Ai cittadini residenti? Mi sembra fuori luogo.
5) Problema inquinamento. Un esponente di Rifondazione Comunista ha parlato
del Vas che in sostanza indica la valutazione dell'impatto ambientale di
un'opera in un'area più estesa rispetto a quella in prossimità dell'opera
stessa, come invece avviene tuttora. L'esponente di rifondazione ha
dichiarato che questo è un ottimo strumento per analizzare l'impatto delle
nuove opere... Ma allora mi chiedo: la realizzazione di una tangenzialina
va sicuramente valutata entro un raggio più ampio e produrrà problemi
ambientali oltre che di salute, ma se viene bloccata, il risultato, in fatto
di impatto ambientale in un'area più ampia, cambia poco. No tangenzialina
vale a dire più traffico nelle altre vie di percorrenza come Varesina,
Bustese, centro... Come è stato intelligentemente sottolineato durante la
serata, il problema traffico non viene risolto, soltanto spostato.
6) Possibili soluzioni sono state avanzate
nella serata di ieri relative alla diminuzione del traffico nelle vie
centrali (interessantissime le vie residenziali oltre che utili per
l'arredo urbano), ma soprattutto relative all'uso dei mezzi pubblici
che va incentivato, oggi sono pochi i punti a favore dell'uso di pullman e
treni, servizi scadenti e retrogradi.
Dalla vicina Svizzera o dall'Austria arrivano politiche
ambientali-viabilistiche innovative (per noi, in Svizzera ci sono da
almeno 20 anni).
7) 9000: un numero che fa impressione se pensiamo che si riferisce alla
quantità di morti per cause strettamente connesse all'inquinamento. Il
90% deriva dai Pm10, di cui il 40% delle emissioni proviene dai gas di
scarico dei veicoli. Un dato senza dubbio allarmante.
8) L'assessore di Uboldo Radrizzani ha proposto di attendere i risultati
della Pedemontana e della terza corsia della A9 che, teoricamente,
andrebbero a limitare anche il traffico dell'area del saronnese. Ma quanti
anni bisogna aspettare?
Uno dei relatori ha infine avanzato proposte concrete, serie, per ridurre
il traffico a Gerenzano: eliminazione semafori e relativi sottopassi
(anche in prossimità del passaggio a livello, l'accensione della vettura
comporta una forte emissione di gas di scarico), incroci a raso limitati con
le vie secondarie dei paesi.