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Venerdì 7 Aprile

L'Unione e le tasse, a scanso di equivoci

 

 

Piero FassinoPiero Fassino alla Stampa: Noi attueremo una politica fiscale giusta, che significa prima di tutto chiedere a tutti i cittadini di pagare in proporzione del loro reddito e quindi chi ha di meno è giusto che paghi di meno di chi ha di più. In secondo luogo agiremo per recuperare l'area ampia di evasione fiscale che in Italia somma a 200 miliardi di euro (400 mila miliardi di vecchie lire) all'anno: perchè è giusto che tutti facciano la loro parte e perchè se tutti pagano è più facile ridurre le tasse. Terzo: proponiamo la riduzione dell'aliquota fiscale sugli interessi dei conti correnti bancari e dei depositi postali passandola dal 27 al 20 per cento. Quarto: la applicazione di un'aliquota del 20 per cento agli altri redditi da capitale, come le azioni, i fondi di investimento e le obbligazioni, ma tutti i Bot e Cct comperati in questi anni dagli italiani rimarranno con la tassazione del 12,50 per cento fino alla loro scadenza e al loro rimborso. Quinto: la riduzione di cinque punti di contributi pagati ogni mese da imprese e lavoratori, che significa per ogni lavoratore circa 600 euro all'anno in più in busta paga e per ogni impresa 600 euro di costo del lavoro in meno per lavoratore. Sesto: detrazioni fiscali per le imprese che trasformano contratti di lavoro a tempo determinato in contratti di lavoro a tempo indeterminato, per le imprese che investono in ricerca e innovazione, per le aziende che localizzano produzione nel Mezzogiorno.
Per quanto riguarda la tassa di successione, proponiamo che si applichi soltanto ai grandi patrimoni, alle grandi ricchezze e alle grandi fortune. Il che significa che chi ha un appartamento potrà lasciarlo ai suoi figli e ai suoi nipoti senza che sia gravata da alcuna tassa di successione. E chi ha un'attività commerciale, artigiana, agricola o industriale potrà passare ai suoi eredi quell'attività e i locali ad esse adibite senza alcuna tassa di successione.

 

 

 

Politica ed economia