Piero Fassino alla Stampa: Noi attueremo una
politica fiscale giusta, che significa prima di tutto chiedere a tutti i
cittadini di pagare in proporzione del loro reddito e quindi chi ha
di meno è giusto che paghi di meno di chi ha di più. In secondo luogo
agiremo per recuperare l'area ampia di evasione fiscale che in Italia
somma a 200 miliardi di euro (400 mila miliardi di vecchie lire) all'anno:
perchè è giusto che tutti facciano la loro parte e perchè se tutti pagano
è più facile ridurre le tasse. Terzo: proponiamo la riduzione
dell'aliquota fiscale sugli interessi dei conti correnti bancari e dei
depositi postali passandola dal 27 al 20 per cento. Quarto: la
applicazione di un'aliquota del 20 per cento agli altri redditi da
capitale, come le azioni, i fondi di investimento e le obbligazioni, ma
tutti i Bot e Cct comperati in questi anni dagli italiani rimarranno con la
tassazione del 12,50 per cento fino alla loro scadenza e al loro
rimborso. Quinto: la riduzione di cinque punti di contributi pagati ogni
mese da imprese e lavoratori, che significa per ogni lavoratore circa 600
euro all'anno in più in busta paga e per ogni impresa 600 euro di costo del
lavoro in meno per lavoratore. Sesto: detrazioni fiscali per le
imprese che trasformano contratti di lavoro a tempo determinato in contratti
di lavoro a tempo indeterminato, per le imprese che investono in ricerca e
innovazione, per le aziende che localizzano produzione nel Mezzogiorno.
Per quanto riguarda la tassa di successione, proponiamo che si
applichi soltanto ai grandi patrimoni, alle grandi ricchezze e alle
grandi fortune. Il che significa che chi ha un appartamento potrà
lasciarlo ai suoi figli e ai suoi nipoti senza che sia gravata da alcuna
tassa di successione. E chi ha un'attività commerciale, artigiana,
agricola o industriale potrà passare ai suoi eredi quell'attività e i locali
ad esse adibite senza alcuna tassa di successione.