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Editoriali

Dal 28 Ottobre notizie di politica e cultura e gli editoriali saranno presenti nel nuovo blog www.bloggers.it/aleparigi

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Elenco in ordine cronologico:


 

L'Ultimo Editoriale

 

 

editoriale

 

Venerdì 16 Aprile

L’errore di Prodi è stato il rigore


L’ex Primo Ministro, insieme ai più fidati compagni di viaggio, ha perso per aver puntato troppo sul rigore e la serietà. I manifesti del 2006, come “La serietà al Governo”, sono stati azzeccatissimi questa volta, a differenza dei “Meno tasse per tutti” ed “Un lavoro anche per te”.
Il risanamento economico delle casse statali è stato paradossalmente il tallone d’Achille del Governo: il cittadino ha percepito un allontanamento netto della politica dai propri problemi quotidiani.
Nemmeno la lotta, finalmente capillare e non solo mediatica, all’evasione fiscale è bastata, ma è al contrario passato il messaggio dello Stato di Polizia mandante di spedizioni punitive contro coloro, vittime, che mai hanno contribuito a sostenere lo Stato ed i servizi di cui tutti usufruiscono.
Ma ho citato due successi del Governo: risanamento e ricreazione di un avanzo primario indispensabile per lo Stato con il debito più alto del mondo, e lotta all’evasione fiscale.
Non sono bastati i tagli del cuneo fiscale alle imprese che mai hanno avuto tanto da un governo, i bonus “incapienti” e gli aumenti degli assegni familiari per le classi più disagiate, la riforma del Welfare che ha posto i primi paletti al precariato, l’aumento del 10% delle esportazioni di merci italiane rispetto al 2006, la crescita PIL dell’1,8% nel 2007 (durante l'epoca berlusconiana il dato migliore è stato l'1,5%, ma in alcuni anni è stata dell'0,1% e 0,2%), i provvedimenti “verdi” (detrazione del 55% sull’acquisto degli impianti a pannelli solari), non sono bastate le utili ma poche liberalizzazioni di Bersani, i provvedimenti a favore dei giovani laureati che hanno difficoltà a farsi spazio nel mondo chiuso degli ordini professionali, e i maggiori diritti dei cittadini consumatori come ad esempio la possibilità per un figlio di assicurare la propria auto con la classe del proprio padre senza partire dall’ultima categoria.
Tutto questo non è bastato: l’italiano medio desidera soltanto poche semplici cose, vedere nella busta paga in basso a destra un numero più alto di quello attuale e non leggere prezzi sempre più alti al supermercato ed importi salati sulle bollette di luce, gas e acqua. Tutto il resto è noia.

 

 

Domenica 3 Febbraio

Gimmelli - Lega Nord, una storia di amore e odio

Dalle liti con la giunta alla scesa in campo

 

Mario Gimmelli è noto ai più come l'ex coordinatore della Protezione Civile di Gerenzano. Scelto direttamente dalla giunta leghista fin dalla nascita del corpo stesso, il rapporto s'è gradualmente deteriorato fino a diventare un scontro ai limiti del personale tra Mario Gimmelli, l'ex sindaco Dario Cattaneo e l'assessore Borghi. Tutto iniziò con le dichiarazioni dell'ex coordinatore pubblicate sui maggiori giornali locali, in data 26/1/2007, dirette alle scelte politiche della giunta circa l'assessorato alla sicurezza, insieme alla presa di distanza di Gimmelli sull'uscita di Cristiano Borghi ("pensiamo ad un coordinamento della Prociv e delle forze dell'ordine per potenziare i controlli contro gli islamici illegali"). Gimmelli sostenne che la sua concezione della Prociv era ben diversa da quella forse sognata dalla Lega, una sorta di braccio armato contro l'illegalità soprattutto se "di colore". "Non è giusto generalizzare, ci sono tanti nordafricani che vivono nel nostro paese onestamente, con un lavoro ed una famiglia. Piuttosto bisogna prendersela con i proprietari di case che lucrano sugli extracomunitari, affittandole a prezzi altissimi e senza curarsi di quanti ci vivono" e conclude "le nostre mansioni (della Prociv) consistono nella prevenzione e nell'intervento in caso di situazioni di emergenza".

S'incrina da qui il rapporto di fiducia, Gimmelli diventa per la Lega un cavallo indomabile, da annientare il prima possibile. Occorreva ripristinare l'ordine.

Quella intervista aveva il sapore di un vero e proprio programma elettorale: si spaziava dalla sicurezza all'integrazione degli immigrati, dalla formazione nelle scuole all'aggiornamento costante del sito del Comune. Insomma, la Lega colpita nei suoi punti deboli: pianificazione, comunicazione, cultura, senso civico.

Dalla replica leghista all'allontanamento di Gimmelli il passo è breve: "è venuta meno la fiducia, il coordinatore ha deciso di fare politica", queste le parole dell'ex sindaco Cattaneo. Il Notiziario rilevò un'analogia con la situazione di Cislago: il sindaco ritirò la delega di coordinatore della Prociv a Carlo Donzelli perchè candidatosi per una lista civica, ma Cattaneo precisò che la sua scelta non fu dettata da giudizi politici, ma perchè volle difendere un'associazione nel quale credeva molto... e soprattutto perchè i volontari non si sentivano più rappresentati da Gimmelli. Meno diplomatica Pierangela Vanzulli "Gimmelli ci ha dato dei razzisti che vogliono perseguire gli extracomunitari , ha offuscato così l'immagine della Prociv".

Il finale è tutto di Mario Gimmelli che sulle pagine del Notiziario fa l'elenco delle attività promosse dalla Prociv sotto la sua direzione, ed i risultati raggiunti.

Sicuramente le prese di posizione di Gimmelli facevano già presagire una sua scesa in politica, forse il progetto era già quello di correre per le ultime comunali (pare ci furono incontri tra l'ex coordinatore ed alcune forze politiche), ma ora diventa importante capire quale sarà l'ambizione di Gerenzano Nuova, quali grandi forze verranno logorate dalla presenza del nuovo soggetto politico. Il primo comunicato non ci dà elementi su cui poter ragionare: una visione generale delle problematiche gerenzanesi sono cose lette e rilette, ora arriva il difficile. Esporsi per capire quali sono le vere intenzioni di Gerenzano Nuova - Democrazia Cristiana. Auguri.

 

 

Domenica 12 Novembre

Un presupposto da cui non si può prescindere

 

Il presupposto su cui è possibile trattare, dialogare, scendere a compromessi è, a mio modesto parere, la presenza di responsabili della cosa pubblica che non abbiano avuto conti con la giustizia tali da compromettere la propria credibilità. E’ una condizione necessaria, anche se non sufficiente, per governare un paese o anche soltanto per sedere sui banchi del Parlamento. Non sarebbe un azione da Stato di Polizia, né sarebbe dettata da qualche infondato senso di giustizialismo estremo, ma la ritengo la mossa adeguata per fugare da ogni dubbio la trasparenza della democrazia, e per riavvicinare l’elettore all’eletto ed il cittadino alle istituzioni. La democrazia non va considerata totalmente compiuta se a rappresentarla sono personaggi dal passato poco invidiabile, che, in un Paese normale, non sarebbero ai vertici della società osannati come eroi, ma occuperebbero nella scala sociale gli ultimi gradini. Allora io mi chiedo, perché il vigile deve possedere una fedina pulita, mentre il politicante può aver fatto il bello ed il cattivo tempo a suo piacimento sporcandosi di reati anche a danno dello Stato (ente che dovrebbe rappresentare e difendere...)? Forse gestire la cosa pubblica è meno nobile che dirigere il traffico?
Riportare la Politica nella sua dimensione originaria, quella nata nell’Antica Grecia per intenderci, è necessario. Per fare questo occorre determinazione, scelte decise ed una legge che impedisca agli individui sporcatisi di crimini in forte contrasto con l’attività amministrativa pubblica. Purtroppo il provvedimento in questione è caldeggiato da pochissime organizzazioni partitiche, una minoranza, com’è del resto comprensibile (dal punto di vista dei politici mediocri italiani), allora la via da seguire è la petizione popolare.

 

 

 

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