Dario Franceschini, il nulla della
politica italiana
Ma in seno al
partito centrista della Margherita non c'è veramente nulla di meglio
rispetto ai leader-uncoli esistenti? Nel corso di questa campagna elettorale
ho potuto "apprezzare" le performance dialettiche di Rutelli, Castagnetti,
Franceschini ed ho temuto che l'Unione perdesse le elezioni. Sì perché se di
Rutelli già abbiamo potuto godere delle mediocri uscite nella campagna
elettorale del 2001, contrassegnate dal nulla, di Castagnetti e soprattutto
di Franceschini non se ne conoscevano le doti altrettanto scadenti.
Soffermiamoci sul signor Franceschini di cui ho già argomentato tempo fa in
relazione ad un suo contraddittorio con il ministro Tremonti. Franceschini
dimostra di non tenere testa a nessun avversario politico, ma si limita a
risposte scontate, generiche e poco convincenti come il suo leader di
Partito. Il fatto di tenere a capo della formazione un esponente di così
bassa lega non credo giovi al partito stesso ed ai suoi elettori. Ma i vari
Treu, Letta (che stimo), non sentono il bisogno di rivedere la struttura
interna del partito?
Ultima settimana di Marzo, Raidue, programma "Alice" di Anna la Rosa
(sconcertante sia il programma che la conduttrice), ospiti Gianfranco Fini e
Dario Franceschini. Bene, se il programma avesse avuto un audience maggiore,
conoscendo la superficialità di tanti italiani nel dare il voto, l'Unione e
Prodi a quest'ora sedevano ancora tra i banchi dell'opposizione.
Io mi chiedo: con quale criterio la Margherita sceglie i propri esponenti di
primo piano? Forse qualcosa non funziona, visto che il presidente si chiama
Rutelli? A.P.