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Casa delle Libertà, leggere attentamente le avvertenze

 

Caro elettore che ti accingi a crociare su di uno dei simboli della coalizione di centro destra, vorrei condividere con te alcune riflessioni.

 

La coalizione che intendi sostenere è costituita da diversi partiti, ciascuno dei quali con elementi tali da spingerti per lo meno a riflettere molto attentamente sulla tua decisione definitiva, non per questo decidendo di votare l'altro schieramento, non certo il paradiso terrestre. Se non ti bastano i risultati deludenti di questi cinque anni per non rinnovare la tua fiducia a Berlusconi e soci, eccoti alcune riflessioni non tanto sui programmi quanto sui soggetti che rappresentano le realtà politiche del centrodestra.

 

Lega Nord. Partito nato dal basso, da spinte radicali e contrastanti le situazioni insostenibili di provenienza romana. Per alcuni rappresentava una costola della sinistra, gli stessi dirigenti hanno un passato a sinistra (Maroni, tanto per citarne uno di peso) per non parlare della base; condivido tale opinione, tuttavia sono emerse sfumature diametralmente opposte alla cultura propriamente di sinistra, vedi le reazioni scomposte, impulsive, miopi alla questione immigrazione. Oltre alla metamorfosi in corso su tutte le tematiche rilevanti che sta vivendo Calderoli e compagni, molto probabilmente per via dell'intesa con le forze conservatrici del paese. La Lega ha perso quella che poteva sembrare una spinta propulsiva dieci anni fa; ha dimostrato mancanza di lungimiranza, oltre che una incompatibile posizione generale, perché arretrata se non medievale, con un potenziale nuovo governo. Ma la Lega ha  perso credibilità già dal 2001. Alleandosi con Berlusconi la Lega ha dimenticato le inchieste coraggiose sul premier, nelle colonne de La Padania, relative ai rapporti con esponenti di Cosa Nostra, conti esteri, Dell'Utri e tutto quello che sappiamo... dimostrando che pur di governare si è disposto a fare patti col diavolo.

Udc. Formazione politica radicata ai 50 anni di governo del paese, con tutto ciò che ne consegue. Come la vecchia Dc, il partito di Casini rappresenta il paese in tutte le sue sfaccettature comprese quelle poco invidiabili: ambiguità, collusione, corruzione. L'Udc è un partito piccolo ma ha un rapporto condannati/onesti molto inquietante... guardate la Sicilia. In questo elemento è chiara la continuità con la tradizione democristiana. Tuttavia agli elettori il bel Casini ispira fiducia, rafforzato dall'esperienza istituzionale conseguita. Persona ambigua Casini, se si tratta di esporsi sul rapporto giustizia/politica/malavita veste il ruolo di esasperato garantista; al sentir parlare di manette anche per chi non paga le tasse già si trova in difficoltà... Non solo,l'Udc presenta una forte dose di clericalismo, scomoda anche ad alcuni dei suoi alleati, nonchè intollerabile dagli italiani che non hanno cieco dogmatismo religioso, e che preferirebbero uno Stato laico e meno influenzato dai venti vaticani... Tutto questo rilega l'Italia a posizioni poco invidiabili su ricerca scientifica e fiducia nel progresso ed in una vita più dignitosa per i disabili principalmente.

AN. Sicurezza, legalità sono i pilastri su cui poggiava il Partito del futuro leader del centrodestra. Uso il passato perchè la legalità ha subito un colpo duro con lo scandalo Storacegate. An si è appiattita in questi anni sulla linea del Premier, e non ha certo opposto resistenza su quelle leggi (quindici) che direttamente o indirettamente hanno privilegiato gli interessi del Primo Ministro, prevaricando non solo il buon senso e l'etica, ma il senso stesso delle Stato e il rispetto delle Istituzioni... Uno dei padri di Alleanza Nazionale non ha resistito a tali provvedimenti ed ha abbandonato la nave, Mimmo Fisichella. Ma il partito deve tuttavia ringraziare a vita Berlusconi perchè ha consentito loro, post fascisti, di andare al governo a 60 anni dal regime dei loro padri e nonni.

Forza Italia. Che dire? Credo che mi ripeterei ulteriormente perché questo partito è ai miei antipodi. I cinque punti della campagna elettorale berlusconiana sono menzogne, diffamazione, slogan, apparenza e gnocche. Il premier ha perso appeal, è in calo vertiginoso il suo partito dal 2002 ad oggi. Il premier dimostra ad ogni sua apparizione in tv una scarsa preparazione storico-politica parlando di comunismo, liberalismo. Comunista significa bugiardo e antidemocratico. Riconduce a due termini ad effetto una ideologia così articolata, più o meno condivisibile. Invece i cinesi sono i comunisti buoni, perché con loro si raggiungono intese, rapporti commerciali... Il tutto, insomma, ricondotto ad una dimensione utilitaristica... questo è Silvio Berlusconi, grande affarista, piccolo statista, poca cultura, grande superficialità. Silvio interpreta nel teatrino della politica il rappresentante del suo prodotto che vuole vendere a tutti i costi.
Si diceva delle apparizioni in tv. Pensate, il premier è riuscito a farmi apprezzare, e non poco, l'On. Oliviero Diliberto che dopo il duello a Matrix ha raggiunto livelli di consenso mai toccati in passato (oltre a 1500 iscritti al partito il giorno dopo).

Potrei scrivere un poema sul Berlusca ma mi limito ad altri aggettivi: sommario, ottuso politicamente, venditore, comunicatore a corto di cartucce, bugiardo, spregiudicato, pregiudicato... Io non voterò mai persone dal passato così ambiguo. Ovvio, mele marce possono essere presenti, anzi lo sono, ovunque, ma elementi di questo tipo a capo di partiti ce ne sono soltanto da una parte.

Infine due righe sui neofascisti di Alessandra Mussolini.... Meglio fascista che frocio... Può bastare?

Insomma, caro elettore, ti invito a riflettere perché anche se non ti entusiasma votare dall'altra parte un altro settantenne con al seguito un esercito di partiti, alla destra del Parlamento è stata data la possibilità di smentire gli scettici su Berlusconi, ma purtroppo per il Paese avevano ragione.

 

Alessandro Parigi


 

 

 

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